martedì 22 novembre 2011

Confessioni di una libraia di provincia

I librai trovo siano un po' come i baristi.
Ascoltano le umane miserie con una certa cupa rassegnazione che gli deriva dal vivere costantemente in un mondo a parte, un po' come gli alcoolizzati o i i drogati... solo che noi librai siamo drogati di carta.
Qualsiasi libraio che si rispetti è anche un lettore compulsivo (e ossessivo), annusano i libri prima di leggerli, hanno pile e pile di volumi sparsi per casa, spesso non letti per altro, e millantano pretese da scrittori o critici letterari di grande levatura.... Io non posso (e non voglio) fare eccezione in questo.
La mia vita la stò trascorrendo, nel bene e nel male, con i libri e con la gente che li acquista perchè deve, per passione o perchè si "trovava a passare" e sarà così, mi auguro, per molti anni a venire; perciò, perchè non raccogliere impressioni, pensieri, richieste assurde, recensioni che giornalmente mi passano sotto il naso in qualcosa che duri nel tempo?
Così ecco qui, il mio piccolo blog per millantare di essere anche io una scrittrice, una critica letteraria, una profonda conoscitrice della materia: una libraia di provincia! (Con qualche problema proprio con quest'ultima).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Cara Paola come ti capisco!
Mi sento bene solo quando sono dentro una libreria anche se mi subentra la mania compulsiva di comprare tutti i libri che vedo!
Contrariamente all'universo femminile che per la maggiore ama il profumo dei fiori, io invece no...amo quello dei libri!Ognuno la sua mania no?
andreina